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lunedì 2 febbraio 2009

The Devil Wears Prada















Ormai è il mio gradito tormentone della sera. Sì perché ho deciso di impararmelo a memoria for improve my english. Credo possa considerarsi il film tanto atteso in grado di sostituirsi a Pretty Woman diventando un'icona per molte giovani donne. Trend completamente diverso da quello di Cenerentola che ha avuto in un certo senso grande esplosione a cavallo degli anni '80; allora (come oggi) non c'era bisogno del principe e l'Almanacco recitava tutti i giorni lo stesso consiglio just do it (significativa citazione nel film con Vogue di Madonna). Questa è la storia di Andrea, brillante diplomata in cerca del primo impiego: il suo sogno è diventare giornalista ma viene contattata dalla celebre rivista di moda "Runway" e viene assunta come assistente della temuta Miranda Priestley. Un mondo apparentemente diverso dal suo aiuterà la ragazza a vedere le cose da un altro punto di vista per poi ritornare sui suoi passi, odissea più volte riletta e sentita classificabile tra i romanzi di formazione. Meravigliosa e ipnotica Maryl Streep, molto belle con abiti da capogiro le ragazze. Dovrei insistere sui dialoghi ma non resisto alla scena in cui Nigel sceglie i vestiti per lei: Dolce, Jimmy Choos, Manholo Blahnik, Nancy Gonzales, Narciso Rodriguez "...and now Chanel, you're in desperate need of Chanel." Da urlo le scarpe di Jimmy Choos...
Fatevi poi una ricerchina su Google su Patricia Field, così per curiosità, tanto per cultura generale, la Costume Designer... non vi dico nulla, anzi, come dice Paolo Fox, "non credete a me, verificate!" Ogni tanto il buon gusto prende qualche sfondone, tipo le borsette col marchio in vista... mhmm (arriccio il naso). Un po' da tamarretta, non trovate?
Ritornando a Pretty Woman, vedete che il fulcro attorno cui ruota il plot non cambia: sia Julia Roberts che "Andry" ci fanno giocare alle Barbie, si cambiano e si provano mille vestiti, tucchi, acconciature, cappellini, collane..., strana pulsione feticista delle bambine (e delle donne) di cambiare mille vestiti, giocare ad accostare colori, forme e stoffe diverse. Perché? Perché ogni nuovo abito è una nuova bambola forse, o meglio, con un'aurea diversa. E qual'è il motto della Barbie: essere sempre se stessa ma versatile, in qualsiasi situazione. Eppure pare non aver mai profferito parola... Quanto è stato detto alle nostre generazioni solo con un giocattolo. Sempre al femminile. Perché Big Jim non se l'ha mai cagato nessuno. 
A proposito, gli uomini in sto film, a parte l'attore che fa Nigel (grandioso a dir poco) gli altri sono un salasso. Il fidanzato di Andry è brutto come il peccato che non lo migliora neanche a chiuderlo in una scatola (come dice la fulvi); è poi una specie di cafone che tiene il muso perché lei LAVORA e quindi non può andare alla sua FESTA DI COMPLEANNO?!? Trent'anni per gamba?!? Poi c'è Thompson che, devo ammettere, anche se il suo personaggio è molto stereotipato come latin lover (sembra un po' Gastone di La Bella e la Bestia) merita: però è troppo glam, la sciarpettina perenne è decisamente out, e tra un po' ha i colpi di sole anche sulle sopracciglia. No, non ci siamo proprio. 
Il tim maschile migliore resta quello di Grey's Anatomy: tra Burke, il dott. Sheppherd e quell'altro belloccio (come diavolo si chiama... ) direi che potrebbero bastare come motivo sufficiente per guardare almeno una volta Grey's Anatomy.


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